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Il rifugio sul Passo Crocedomini, sulla strada che sale da Bagolino

Passo Crocedomini: cosa vedere, come arrivare e cosa sapere

Come arrivare al Passo Crocedomini, dove si parcheggia e cosa si trova: la camminata fino al Laghetto di Lavena raccontata da chi l'ha fatta.

StefanoStefano6 min di lettura

Il Passo Crocedomini è un valico a 1.892 metri in provincia di Brescia, a sud del Parco dell’Adamello, dove si incontrano tre valli: la Trompia, la Sabbia e la Camonica. D’estate è aperto e ci si cammina; d’inverno la neve lo chiude. Noi ci siamo saliti a piedi dal rifugio fino al Laghetto di Lavena, e ve lo raccontiamo.

Il luogo

Il passo sta nel comune di Breno, poco sopra la località Bazena, e il nome viene dal latino Croce del Dominio: era il punto in cui si toccavano i territori di Bagolino, Breno e Collio. Da lì si domina il crocevia delle tre valli bresciane, la Val Trompia, la Val Sabbia e la Val Camonica.

Quello che serve sapere prima di salire:

  • Quota: 1.892 m s.l.m.
  • Dove: provincia di Brescia, a sud del Parco dell’Adamello
  • Quando: d’estate è aperto; in inverno la strada resta chiusa per la neve
  • Cosa c’è sul posto: un rifugio, un parcheggio e i sentieri che partono da lì

Non è un posto da cartolina e basta: è un valico vero, di quelli dove si passa per andare altrove. Ed è proprio per questo che ci siamo fermati.

Come si arriva e dove si parcheggia

Si sale in auto da Breno o da Bagolino, e si arriva al passo senza camminare. In alternativa si può salire dal versante del Monte Maniva, passando per la strada che scende verso il passo.

Da Breno la strada resta di solito aperta d’inverno fino a Bazena, due chilometri prima del valico: quando la neve chiude il passo, si arriva comunque fin lì.

Noi abbiamo parcheggiato al rifugio sul passo. Se non è alta stagione il parcheggio è vuoto, quindi non c’è la corsa al posto: è una delle poche comodità che questo posto concede. In alta stagione, invece, conviene arrivare presto.

Da qui in poi si va a piedi.

Quella volta al Passo Crocedomini

Come ogni nostra avventura vuole, bisogna poter improvvisare: così siamo partiti alla volta del Passo Crocedomini, senza nemmeno guardare le previsioni del tempo.

Partiti con l’auto e gli zaini in spalla, l’obiettivo era raggiungere i radar, l’ex base NATO vicino alla punta Dasdana. Ci siamo dimenticati un dettaglio: che la strada non è breve, e che il tempo non era dalla nostra parte.

Non saremmo noi se fossimo partiti preparati come si deve… Avevamo il minimo indispensabile, scarponcini (solo Stefano) e felpe, e con quello siamo andati avanti ben oltre le nostre aspettative. Iniziamo a camminare inconsapevoli della distanza da percorrere, e subito ci accorgiamo che la temperatura è più bassa di quanto pensassimo, la nostra preparazione atletica ancora meno e la strada con più buchi del previsto.

La camminata sul passo Croce Domini

Durante la camminata non possiamo dire non esserci divertiti, ogni tanto facendo delle battute (pessime), ci siamo sfidati a correre, rischiato di cadere e fatto molti meme.

Siamo partiti con una sicurezza bellissima, come quando dici che andrai in palestra 3 volte a settimana da gennaio, bene, dopo 30 minuti abbiamo capito che anche una a settima sarebbe troppo da rispettare, il vento ci ha peso alla sprovvista, il primo raggio di sole eravamo come le piante a fare la fotosintesi.

Durante la nostra camminata sul bellissimo passo Croce Domini abbiamo visto dei paesaggi stupendi, freschi, nel verde e anche dei punti dove qualcuno ha deciso di sporgersi un po’ troppo e stavamo per riprenderlo in 4K, lascio a voi la deduzione.

Ma in realtà noi siamo andati con un quarto in questa avventura, un amico, più tranquillo di noi ma si è aggiunto e integrato perfettamente e ha reso certi meme ancora più epici.

Io non sto a raccontarvi tutto su questo viaggio sul passo Croce Domini ma vi invito a guardare il video sul nostro canale

Gli incontri inaspettati

Motociclista a Crocedomini

Durante la nostra camminata abbiamo incontrato un gruppo di motociclisti su delle moto e veicoli possiamo dire d’epoca, un incontro simpatico che non ci saremmo mai aspettati data la strada e la temperatura del periodo.

L’area picnic

A metà strada ci fermiamo all’area picnic, che sulle mappe si chiama così. Nella realtà è un tavolo in legno con due panchine e una recinzione rotta: un posto adatto per fermarsi un momento e osservare il panorama montano. Ci siamo seduti lì a riprendere fiato.

Da quel punto parte una seconda strada che porta alle trincee storiche. Noi eravamo lì per un altro motivo e non l’abbiamo presa, ma ce la siamo segnata per una gita futura, prossima volta, anche perché a Guido piacciono queste cose.

Il Laghetto di Lavena

Il lago è stata la meta non programmata di questa camminata, sta a circa 1.970 metri, accanto al Passo di Rondenino, sulla strada che collega Collio al Maniva e al Crocedomini. Noi l’abbiamo raggiunto dal rifugio in circa un’ora e mezza, andando piano e fermandoci a fare le riprese: di buon passo si arriva prima, ma con calma è tutta un’altra cosa.

Al lago non ci siamo fermati molto, il motivo? Il meteo: stava per mettersi a piovere e siamo tornati indietro. Siamo arrivati a metà strada del nostro obbiettivo, è stata comunque una bella camminata, ci siamo divertiti.

I radar: la prossima volta

Quella volta ci siamo fermati al lago: i radar sono più avanti, e quanto più avanti ve lo raccontiamo nell’articolo dedicato, dove metteremo la strada e i tempi per arrivarci davvero. Era l’obiettivo della giornata e resta la scusa per tornarci.

Cosa sapere prima di partire per il passo Croce Domini

Prima di tutto una cosa: non è un’impresa. È una grande camminata, lunga e con un po’ di dislivello, ma la fa chiunque cammini ogni tanto. Noi eravamo partiti con il minimo indispensabile e ci è bastato.

  • Calcola bene la distanza: la strada non è breve e il dislivello si sente, soprattutto se si parte tardi.
  • Guarda il meteo: in quota il tempo cambia in fretta e la temperatura può essere più bassa di quanto ci si aspetti. Noi siamo tornati indietro perché stava per piovere: parliamo per esperienza diretta.
  • Parti attrezzato il giusto: scarpe adatte, acqua e uno strato in più. È il minimo indispensabile, e non serve niente di tecnico.
  • Se pensi di andarci in bici: si può, ma serve essere allenati. La strada è sterrata, e il tratto tra il passo e il Maniva ha due pezzi non asfaltati, uno di circa sei chilometri e uno di poche centinaia di metri. Non è il giro da fare per la prima volta in sella.

Sono errori che abbiamo fatto noi al posto vostro: meglio imparare dalla nostra improvvisazione che ripeterla.

Ma com’è andata tutta la storia?

Guardare un video che spiega come siamo passati da voler raggiungere una ex base militare a fermarci a metà strada perché le nuvole erano veramente vicine e scure non sembra così interessante se scritto, per questo vi invito a vedere il nostro video

Sicuramente saprà raccontarlo in modo più epico e divertente di quanto io possa scrivere. Se ci vai prima tu, invece, raccontaci com’è andata.

FAQ

Domande frequenti

Quanto si cammina dal passo al Laghetto di Lavena?

Circa un'ora e mezza dal rifugio, andando piano e fermandosi a filmare. Camminando di buon passo si fa prima.

Si arriva in auto fino al passo? Dove si parcheggia?

Sì, si sale in auto da Breno o da Bagolino. Si parcheggia al rifugio sul passo: se non è alta stagione lo trovi vuoto.

Si può arrivare ai radar in auto?

Si: consigliato il passaggio dal Maniva ma anche dal passo Croce Domini si può fare, si arriva davanti al cancello.

In che periodo il passo è aperto?

D'estate è aperto, ed è quando siamo saliti noi. D'inverno la neve lo chiude e la strada resta chiusa per mesi.

Si può fare in bici?

Sì, ma la strada è sterrata e serve allenamento: non è una passeggiata su asfalto.

Serve attrezzatura particolare?

No. Il minimo indispensabile: scarpe adatte, acqua e uno strato in più, perché in quota il tempo cambia in fretta anche d'estate.

Cosa si trova al Laghetto di Lavena?

Un lago di montagna a circa 1.970 metri, accanto al Passo di Rondenino, raggiungibile a piedi dal passo. Noi non ci siamo fermati a lungo e non siamo entrati alla capanna: siamo tornati indietro perché stava per piovere.

C'è altro da fare nei dintorni?

Sì: dall'area picnic parte una seconda strada che porta alle trincee storiche. Noi non l'abbiamo presa, ma ce la siamo segnata per la prossima volta.

Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026